Sardi e Albanesi
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UN MAGNIFICO STUDIO DEL DOTT. Zhirajr Mokini Poturlian

La lingua sarda antica si chiama "arvareshu" e prende il nome da "Arvar" oggi Barbagia ed stata parlata correntemente fino all'alto medioevo. E' una lingua oggi frammista alla struttura latina ma non per questo meno organizzata la sua origine chiaramente neoillirica. Se si togliessero le parole latine dal sardo quelle che rimangono sono per l'80% illiriche e oggi le ritroviamo ancora nel tosco e nel ghego. Il progenitore del sardo in comune con l'albanese. Il sardo si latinizz con la chiesa latina dopo la dipartita traumatica della chiesa greca "Cresia Arrega Sarda" e del suo clero nel 1054 (Scisma d'Oriente). La chiesa greca tutel s'"arvareshu" come oggi succede in Sud Italia con le diocesi greche di Lungro in Calabria e di Piana degli Albanesi in Sicilia. 

La separazione risale a 2500 anno e cio alla battaglia navale di Aleria (564) quando i neogreci dorici sconfissero la flotta tirrena costituita dagli etruschi e dai sardi frantumando i retaggio confederale dei popoli del mare e diventando i dorici i padroni del emditerraneo. Infatti gli etruschi sono degli shardana (sardi) che si trasferirono in Toscana con la flotta nell'800 a.C. successivamenet alla pressione punica. I dorici nel V secolo a.C. avevano gi espulso da buona parte della Grecia gli illirici spingendogli nell'Epiro. La cultura micenea a Creta e nel Peloponneso era illirica. Gli estruschi discendenti dei sardi ed anche loro illirici. Era forse quello dei popoli del mare il primo abbozzo di stato del mondo occidentale con una lingua comune della quale resta il sardo e l'albansese. Ma questo dovranno scriverlo gli storici.
Pochi sanno che una delegazione sarda si rec a Babilonia nel IV secolo a.C. per conferire con Alessandro Magno per perorare la causa dell'indipendenza dell'isola minacciata dalle potenze straniere: punici, greci e romani. La cosa ancora pi curiosa che non avevano bisogno di interpreti perch Alessandro Magno era di madre illirica e parlava bene la lingua materna che era simile a quella dei sardi anche loro illirici.
Se oggi la religione cristiana dominante nel mondo occidentale lo deve all'Editto di Milano dell'Imperatore Costantino il Grande. Fu la madre Sant'Elena a convincerlo a dare alla religione cristiana il ruolo che ha oggi. In Sardegna a due chilometri a Sud del paese di Dorgali (Provincia Nuoro) c' una collina vulcanica a forma perfetta di cono coltivata a viti e olivi sulla sommit della quale c' il monastero e la chiesa rovinosi di Sant'Elena. Apparteneva alla Chiesa Greca esistita fino al 1054 in Sardegna poi espulsa dall'isola con il suo clero dalla Chiesa Latina. In sardo si chiama Shant'Helene de Shkopidhana. Shkopidhana in "arvareshu" o protosardo vuol dire albanese. Infatti sant'Elena era illirica e in Sardegna onoravano la Santa illirica per eccellenza la madre della chiesa. 
Erodoto parla diffusamente dell'emigrazione dei tirreni dalla Tracia e dalla Frigia in Sardegna dapprima e in Toscana poi (VIII sec. d.C.). Ne parla nel capitolo I paragrafo 94. I frigi condividono la comune origine con i traci. In Tracia, In Dacia, in Frigia e in Illiria la lingua era strettamente connessa a quella illirica dalla quale ha tratto origine l'albanese. Gli etruschi e gli shardana nuragici condividono questa antica origine ecco perch il protosardo ha radice illirica.

N t folmen e motme n Dorgali (Sardegna): Ai = Lui, Addej = Di l, Shpela = Grotta, Dillu = Sole, Shtega = Percorso, Falamindra = Grazie, Ecc. Ecc. 

Credo Cattolico in lingua arvaresha, Adhibishapo

Adhibishapo nd unij petziparu Dija, Babai gijtepostemontyu, kriadhore kelu meme (e) troka, meme gijt shend kije si sheyana meme unku si sheyana. Adhibishapo nd unijparu Tommeu, unijbatiu viz Dija, pariu Babai par gijt sekul, Dija pej Dija, Dridhora pej Dridhora, bautiu, mos kriau, pej petzija shushtassja Babai, po meshu Ai gijt shend jashene shtetja kria, po n purr, meme po janu orruonju eshte pikau anki kelu, meme p opora i shpiridhu shantu eshte mpezau nd (e) branza Virgijna Mari meme si eshte bautiu purru. Ai jadhi kyrkau nd i poshitu Pontziu Pilau, vatidhi meme jaidhi vorrau. I teri didhi eshte bavatjau, sikunde (i) shkritj, eshte akikau anki kelu, saperperinadha nd(e) dadha Babai. Meme arre kadhanka vinnj ndi lumene po gijukiae (i) kije niallana, meme (i) vatja meme i meriu su unkkadhe ankkae fundu. Babai meme Vizu eshte adheriu meme lumenau, meme ai k(dhe) falau po meshu (i) profet. Adhibishapo (e) Kezha, unij, shanta, apostulika, Meshaposi unij petziparu batiu po ndiosonju (i) makadh kaphopes i bavatinju (i) vatja, (e) nialla (e) bota kije kadhanka vinnj. Amen Zus. 
 
Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Ges Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si incarnato nel seno della Vergine Maria e si fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mor e fu sepolto e il terzo giorno resuscitato secondo le Scritture ed salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verr nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avr fine. Credo nello Spirito Santo che Signore e d la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verr. Amen.

 Di seguito riportato il Padre Nostro in idioma "arvareshu".

 Babbu Nostru nd i antiku shardanu arvareshu (barbaricino):

Babai Janu

Shu Babai Mannu Janu kjies sher nd i kelu
Ai shiadh shantau a shu lumen tu
Ai shiadh anka vinn i mereu tu
Ai shiadh abreria e urdha ta
Hemmo nd i kelu hemmo nd i troka
A n tui thommir gjitianu a sha beka jana
A n tui ndergje a sh detor jan
Si n ndergjim a sh detori jan
Tui a n mohmos tommir a sh makadh
Ama tui lirar a n nkikekina
Amen Zesi Zus(u).*
 

(Padre nostro in sardo che non esattamente la traduzione del precedente: Babu Nostru, Babu nostru chi istas in sos chelos, Santificadu siat su numen tuo, Benzat a nois su rennu tuo, Fata siat sa voluntade tua, Coment in su chelu gai in sa terra, Su pane nostru de onzi die dae nos oe, E perdona nos sos pecado nostros, E non nos dasses ruer in sa tentazione, Ma liberanos dae male. Amen).
 
 
Esempio di indicazione (per la visita a una grotta):

Komuna e Ujli me Thurkali
(Cartagine Sulcos: Thurkali)

Kujdahemmo

 
Ie krompeta po shu shpeli e Vule Pelainu vetadh mesha shara itinty ne shtega kjie mbashtidh anki prazha e Ilune. Po prazh bajz e vesht a sh kathol thanka meme jno veshtizi a sh thangal kaperia. I kuerru Tommeu Mashu jamadhemmo addej po j gjit. Ai ji preshetadh apreshu e shpelaja kue kadh i hyjnia sha krea. Jno shkoilazi po prazh anki shpeli petziun ka kadh rrezilu. Tammas eshte sherinu jaishent kishtidh sh krompet.
Falamindra !

Modernizzato:

Komuna e Ujli me Thurkali
(Cartagine Sulcos: Thurkali)
Kujdahemmo
Sha krompeta po shishpeli e shu Ule Pelainu vetadh mesha shara itinty ne ishtega kjie imbashtidh anki prazha e Ilune. Po prazh bajz e vesht shas katholas thankaas jno a shas thangalas kaperiaas. Shu kuerru Tommeu Mashu jamadhemmo addej po j gjit. Ai ji preshetadh apreshu e shpelaja kue kadh sha hyjnia krea. Jno shkoilazi po prazh anki shpeli petziun ka kadh rrezilu. Tammas eshte sherinu jaishent kishtidhas shas krompetas.
 Falamindra !
 
Comune di Ujli con Thurcali
Attenzione
La visita per la grotta del Bue Marino dura mezzora e si va dal sentiero che porta alla spiaggia di Cala Luna. Per cortesia vestite scarpe chiuse e non calzate sandali aperti. La guida Signor Masu si trova l per voi. Vi aspetta presso lentrata principale della grotta. Non recatevi da soli nella grotta per via del pericolo. Non ci sono visite la notte.


Ave Maria in lingua arvaresa
Ave Mari nd ie gohena arvaresha
 
Ave Mari mbusa e kareshti
Sher shantaa nter i femer
shantaa ie pumora e ie branza ta: Zesu
 
Shanta Mari nenna e Dja
Retza po n makadher
Tashi eshte ie shara e jana vatja
 
Amen Zes'i Zus.
 
Credo Cattolico in lingua arvaresha, Adhibishapo

Adhibishapo nd unij petziparu Dija, Babai gijtepostemontyu, kriadhore kelu meme (e) troka, meme gijt shend kije si sheyana meme unku si sheyana. Adhibishapo nd unijparu Tommeu, unijbatiu viz Dija, pariu Babai par gijt sekul, Dija pej Dija, Dridhora pej Dridhora, bautiu, mos kriau, pej petzija shushtassja Babai, po meshu Ai gijt shend jashene shtetja kria, po n purr, meme po janu orruonju eshte pikau anki kelu, meme p opora i shpiridhu shantu eshte mpezau nd (e) branza Virgijna Mari meme si eshte bautiu purru. Ai jadhi kyrkau nd i poshitu Pontziu Pilau, vatidhi meme jaidhi vorrau. I teri didhi eshte bavatjau, sikunde (i) shkritj, eshte akikau anki kelu, saperperinadha nd(e) dadha Babai. Meme arre kadhanka vinnj ndi lumene po gijukiae (i) kije niallana, meme (i) vatja meme i meriu su unkkadhe ankkae fundu. Babai meme Vizu eshte adheriu meme lumenau, meme ai k(dhe) falau po meshu (i) profet. Adhibishapo (e) Kezha, unij, shanta, apostulika, Meshaposi unij petziparu batiu po ndiosonju (i) makadh kaphopes i bavatinju (i) vatja, (e) nialla (e) bota kije kadhanka vinnj. Amen Zus. Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Ges Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si incarnato nel seno della Vergine Maria e si fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mor e fu sepolto e il terzo giorno resuscitato secondo le Scritture ed salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verr nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avr fine. Credo nello Spirito Santo che Signore e d la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verr. Amen.
 
 
Nj jatr shkrim n "arvareshu".. 

??!! - Nj dallojm:

 Arvareshu --- Arbresh
 
nd - nd
gijte - gjith
e gjita shenda - e gjith sendve
 i shpiridhu - i m. x..
 troka - toka
 shenda - send
 sheyana - shehn
 dridhora - dridh-?, drit-?
 bautiu - b
 mos - mos
 pej - prej, 'pej'
 ai - ai, aji
 jashene - jshn, jishin (αρβ.γρ.)
 na - na, ne
 purr, purru - burra, burr
 janu - jn, jon, (t'n, t'n)
 orruonju - shruonj uoj-oj shronj 
>eshte - sht, sht'
 pikau - pikua-?, (pika 'nga qielli'?)
 ank - nga?
 poshitu - posht, posht
 vorrau - vrrua, varruar..
 didhi - dit?
 e dadha - e djatha-?, e djathta
 arre - re, "s ru"
 vinnj - vinj, vij
 lumene, lumenau - lumn-?, lumnua-?, lum-
 niallana - ngjallna-?, (shih nialaj-gjngjala)
 fundu - fund
 ka falau - ka fol-? flas-?
 ndiosonju - nd-? *ndihsonj-?
 makadha - mkat (mpkat)
 vatja - vajt-?, vajtjt-?, (t vajturit?)
 nialla - ngjalla, gjalla (arb. gjlla)
 bota - bota, bot
 kadh'anka vinj - ka *nga vinj??, ka (t) vinj
 
 
Zhirajr Mokini Poturlian

 Kjoft lvdue Jezu Krishti!
 
Gjithmon e jets.

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